Benvenuto o bentornato nel mio blog!
Nell’articolo di oggi ti parlerò dei vantaggi e degli svantaggi della cultura giapponese.
Ma chi sono per parlarti in modo dettagliato dello spirito giapponese?
Sono Oda Nakamura, scrittore e amante del Giappone, la mia terra natia.
Sono nato e cresciuto in Giappone e per motivi di lavoro, ma soprattutto di cuore, mi sono trasferito in Italia.
Puoi leggere di più su di me nella mia biografia.
Pertanto fidati quando ti dico che posso valutare in modo molto dettagliato i vantaggi e gli svantaggi della cultura giapponese (anche rispetto a quella italiana).
Dopo questa dovuta premessa, possiamo iniziare!
I vantaggi della cultura giapponese
- L’ikigai
L’ikigai, ovvero la ragione di essere, riguarda il trovare i propri scopi nella vita.
Il Giappone è uno dei Paesi con il più alto tasso di anzianità. Anche se è vero che ciò è dovuto allo stile di vita sano e ai numerosi cibi salutari washoku, l’avere i propri ikigai allunga la vita.
C’è una falsa credenza occidentale, secondo la quale l’ikigai è collegato solo al lavoro.
Niente di più falso!
L’ikigai può essere trovato anche nel tuo lavoro, ma non si ferma qui.
Ad esempio scrivere per coinvolgere più persone possibili nello spirito giapponese è un mio ikigai.
Passare del tempo con le mie figlie è un altro mio ikigai.
Pertanto considero l’ikigai come l’insieme delle attività e dei sentimenti che ti rendono felice.
I giapponesi non sanno risponderti su cos’è l’ikigai in quanto è insito dentro di loro.
Ad esempio quando ogni mattina danzano al parco ascoltando radio taiso, oppure quando i pendolari giocano a scacchi o leggono un manga…
2. Il kaizen
Lo ammetto…
… questa non è una tecnica nata in Giappone.
Il kaizen, un approccio alla vita che noi giapponesi abbiamo copiato dagli americani e poi migliorato dopo la Seconda Guerra Mondiale, si basa sul fatto che possiamo migliorare ogni giorno.
Non siamo mai la stessa persona che eravamo ieri, ci evolviamo.
Il kaizen adotta questo principio nelle fabbriche eliminando i cosiddetti muda o rifiuti, aiutando i propri lavoratori a fare sempre meglio e tanto altro ancora.
Questo approccio può essere applicato anche alla nostra vita di tutti i giorni.
Pensa ad esempio alla corsa:
quante volte hai abbandonato l’idea di correre per 5 km perché era troppo impegnativo?
Con questa tecnica in pochi mesi potrai farcela!
Datti l’obiettivo di correre per 500 metri il primo giorno, 600 metri il secondo e così via (ovviamente se un giorno non migliori i chilometri percorsi non succede nulla!).
3. Il wabi sabi
I giapponesi adorano la bellezza nell’imperfezione. Ed è proprio su questo spirito che si fonda il wabi sabi.
Hai mai visto una casa giapponese antica o una attuale di campagna?
Solo vedendola capirai quanto è perfettamente imperfetta!
Questo approccio allo stile è nato grazie al buddismo, una delle “religioni” (o meglio filosofia di vita) del Giappone.
4. Il kintsugi
Quante volte ti è caduto un bicchiere, un piatto e poi lo hai buttato?
Sicuramente almeno una volta.
Il kintsugi è la filosofia di riparare le crepe con l’oro.
I vasi, le ciotole e gli altri ornamenti curati in questo modo diventano più belli di prima!

Rapportando questa filosofia ai sentimenti umani, il kintsugi ti insegna a riparare le crepe del tuo cuore con l’oro, ovvero con sentimenti più belli affinché il tuo cuore diventi più lucente.
5. Copia come un’artista
C’è un detto nel mondo dell’arte, ma anche nel marketing: copia come un’artista (con intelligenza).
Quella frase significa assimilare un concetto (vedi l’astrattismo, o una tecnica di scrittura persuasiva…) copiandolo e migliorandolo.
Il Giappone lo ha fatto con il kaizen, con alcuni stili di cucina, con vari strumenti tecnologici…
Ha importato questi concetti e gli ha migliorati.
Non è un caso che quando pensi al Giappone pensi ad un Paese ipertecnologico, super attrezzato e mega pulito.
6. Diligenza e rispetto
In Giappone vige un rispetto estremo verso le autorità e verso le altre persone. Hai mai sentito una notizia al telegiornale di un giapponese che ruba, uccide o commette altri peccati?
Abbiamo visto tanti aspetti positivi dei giapponesi, ma ora, come in ogni cultura, ci sono anche alcuni aspetti negativi. Aspetti che ho potuto cogliere meglio vivendo in Italia.
Gli aspetti negativi della cultura giapponese
- Hikikomori
Il fenomeno noto come Hikikomori è uno stato sociale nel quale l’individuo non ha alcun interesse, fino ad arrivare ad una sensazione di fobia, ad uscire dalla propria stanza.
Vuoi la mancanza di una figura paterna tipica delle famiglie giapponesi o di un’eccessiva protezione della figura materna, nonché dalla pressione dell’autorealizzazione e del successo che ancora oggi (anche se oggi in modo meno rilevante) i giapponesi sono sottoposti sin dall’adolescenza, scelgono di ritirarsi dalla vita sociale.
Seppur presente in modo prevalente in Giappone, questo fenomeno sta dilagando in molte altre Nazioni, compresa l’Italia, e l’attuale pandemia di Covid-19 non sta certamente aiutando.
2. La foresta dei suicidi
Questo è un argomento molto spinoso e so che a molti giapponesi non piace nemmeno sentirla nominare.
Però è un dato di fatto, e gli studi statistici lo confermano: il Giappone è tra le nazioni con il più alto tasso di suicidi al mondo.
Vivendo in Italia ho notato come il mondo del lavoro sia diverso rispetto al Giappone.
Nel Paese del Sol Levante il lavoro rappresenta una grande fetta delle 24 ore dell’individuo (compresi i pranzi aziendali possono passare anche più di 12 ore al lavoro).
Non è insolito parlare di morte da superlavoro.
Ecco in questo mi discosto totalmente.
E’ vero che il lavoro è una questione importante per mandare avanti l’economia, la società del Paese e per guadagnare dei soldi per poter mantenere la nostra famiglia, ma non si può morire per il lavoro.
Vivere per lavorare o lavorare per vivere, questo è il dilemma.
Io scelgo la seconda opzione.
La foresta dei suicidi si trova al di sotto del monte Fuji, il più famoso vulcano inattivo del Giappone.
Non si sa perché le persone decidano di morire lì, forse per una questione religiosa.
Fatto sta che non è raro trovare un cadavere in questa foresta. 😔
3. Basso tasso di natalità
In questo aspetto il Giappone condivide lo stesso problema italiano.
Il tasso di natalità è inferiore al tasso di mortalità (tasso peggiorato per la pandemia) e il tasso di anzianità è sempre più alto.
Se continua così in entrambi i Paesi gli ultra60enni raggiungeranno più del 40% della popolazione entro il 2050!
Conclusioni
Come avrai avuto modo di leggere, adoro il Giappone anche se non è esente da difetti.
Tendo ad apprezzare più le qualità positive di una persona rispetto a quelle negative e così faccio per le culture.
Ci tengo a precisare che ammiro anche la cultura italiana, mi sto trovando veramente bene (ormai vivo qui da più di 10 anni!).
Ci rivediamo al prossimo articolo!
Un abbraccio,
Oda Nakamura